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Le cose belle possono accadere


di Samuele Cavalli, Aurora Quirani, prof.ssa M. Nesler

Quest’anno agli studenti dell’Alberghiero è stato proposto di partecipare al concorso nazionale intitolato “Annalisa Durante. La forza rigeneratrice della memoria”, promosso dall’associazione Annalisa Durante in collaborazione con la Fondazione Polis ed il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale Campania del Ministero dell’Istruzione. Il concorso è stato bandito per riflettere sulla storia di Annalisa e sul valore educativo e rigenerativo dell’impegno culturale e sociale realizzato in sua memoria.

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Annalisa Durante era una ragazza che a 14 anni è stata uccisa dalla camorra per essersi trovata in mezzo a un regolamento di conti tra mafiosi. I genitori di Annalisa e le persone che le volevano bene per tenere vivo il suo ricorso hanno dato vita a un’associazione che promuove tante iniziative dedicate soprattutto ai bambini e ai giovani. Le sono state dedicate anche una biblioteca, un asilo nido, una ludoteca.
Noi ragazzi della 3d abbiamo voluto aderire al concorso in memoria di Annalisa, pensando di entrare così in quella scia di bene che Annalisa ha lasciato e che sta portando il suo quartiere a diventare un baluardo nella lotta alla criminalità organizzata, un luogo in cui possono accadere cose straordinariamente importanti e belle.
Il 19 febbraio c’è stata la proclamazione dei vincitori: con il nostro elaborato che ha partecipato alla sezione letteraria siamo arrivati secondi a livello italiano!
È un risultato eccezionale che ci rende orgogliosi di esserci impegnati, felici di aver contribuito a ricordare Annalisa e aver aderito a una delle numerose iniziative che con
forza e coraggio stanno portando tante persone vedere concretizzata la speranza di una vita migliore, onesta in cui l’educazione è la base di partenza per la rigenerazione della
società.
Vi proponiamo il testo con il quale abbiamo partecipato al concorso.

 

Per Annalisa
Un'altra vita, l'ennesima, portata via inutilmente e troppo presto. Strappata via,
improvvisamente. Il proiettile non è stato sparato da una sola persona, ma da tante, tutte
quelle che hanno permesso all'assassino di uccidere una ragazza consapevole dei rischi
che correva ogni giorno. Ma cosa poteva fare lei? Rimanere chiusa in casa? No. È
sbagliato e brutto pensare che avrebbe dovuto farlo. Ha scelto la strada più normale per
un'adolescente, ma anche la più rischiosa. Fa male, tanto, sapere che cosa è successo.

Nel suo diario Annalisa scriveva tutto, denunciava la brutta realtà in cui viveva ogni giorno.
Sognava di andarsene da quell'inferno, dove anche solo uscire di casa poteva essere
fatale. Che cosa penserebbe ora e che cosa ha pensato mentre moriva? Qual è l'ultima
immagine nella sua mente?
Era una normale ragazza, più matura della sua età e troppo buona per quel posto, per le
persone che ci vivevano. I genitori non hanno avuto pace dopo la sua morte. Ma
l’uccisione di una ragazzina non era importante per la mafia, l'unica cosa che contava era
evitare la denuncia, evitare le conseguenze. E per questo, come dei codardi, i mafiosi in
ogni maniera possibile hanno cercato di zittire tutte le brave persone che hanno sofferto e
chiesto giustizia per lei.
La domanda sorge spontanea: si può fare qualcosa, si può vincere il male con il bene? Sì,
è doveroso. Con l’impegno comune abbiamo la possibilità di sconfiggere la mafia e
salvare tanti giovani.
Ora a Napoli in via Forcella il nome di Annalisa viene ricordato attraverso tante iniziative,
simbolo di vita nuova, speranza e resistenza. Per questo sono sorte tante bellissime
iniziative, tra le quali una biblioteca perché dalla lettura nasce la cultura, una scuola
perché i cittadini di una società sana sono il frutto dell’educazione, i corsi di musica perché
suonare aiuta a socializzare e creare armonia con gli altri, tante attività di gioco perché i
bambini sono la felicità e il futuro del mondo, i percorsi di turismo sostenibile perché
conoscersi significa incontrarsi.
Anche noi vogliamo inserirci in questa scia di bene che Annalisa ha lasciato e continua a
lasciare dietro di sé, dedicandole una poesia, che racconta come dalla sua vita sia nata la
speranza per tanti.

Le cose buone possono accadere

Per te che portavi vita
Annalisa,
è per te che ora c’è più vita
in quella via buia e triste 
dove si diceva “la speranza non esiste”,
per la paura di chi avrebbe dovuto denunciare
la camorra e il suo potere.

Erano tutti pronti a sparare
e la tua anima fu costretta a volare.

Rimarrai tra i ricordi dei tuoi cari
come tu scrivesti nei tuoi diari:
“Mi piace pensare
che la mia vita potrà durare
in tanti, nella memoria, 
che continuerà nella storia”.

E così, grazie alla forza 
e alla generosità dei tuoi genitori,
tu vivi e splendi in sette cuori,
come una stella che scintilla,
come la speranza che brilla.

Il tuo papà da Napoli non se ne va
in qualche modo deve vincere la libertà.
D’ora in poi il tuo nome rimarrà
in tante piccole, ma grandi cose,
nei corsi di musica e nelle scuole      
nella biblioteca del tuo quartiere,
dove le cose buone ora possono accadere.

Grazie

Siamo felici di aver conosciuto la storia di una ragazza speciale. Per questo ci rivolgiamo a lei, facendo nostre le sue parole: 

“Ogni persona che passa nella nostra vita è unica, lascia sempre un po’ di sé e prende sempre un po’ di noi. 
Grazie - Annalisa - per aver incrociato il NOSTRO cammino”.

 

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